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Feb 16

Le mappe più antiche della terra


In molti antichi testi Jumbudvipu è descritto molto dettagliatamente un antico continente sorto dagli oceani, con forma arritondata e allungata a sud dell'India (o nel Tibet, che era in quel luogo prima dell'India). Nella sua parte centrale c'era il monte Meru (Sumeru), che era identificato come il centro del mondo o il Polo Nord. Tale continente poteva essere solo Iperborea ed il periodo poteva essere solo quello del Paleocene (in cui non c'era ancora il mare interno nella sua parte centrale), nell'Eocene (quando il Monte Meru era nel mezzo di un mare interno). In ogni caso, non prima di 65,5 milioni di anni fa e non più tardi di 34 milioni di anni fa (probabilmente non più tardi di 45-50 milioni di anni fa). La descrizione molto dettagliata della geografia di questo continente nell'antica letteratura dell'India dice che in quei luoghi esisteva una civililtà molto avanzata che aveva degli eccellenti cartografi e che ha avuto cura di salvare i dati su questo paese per i successivi 40 o 60 milioni di anni.

Tratto da А. Koltypin "Battles of ancient goods"

 

Tracciare e separare i continenti nel nord estremo e parti sud del globo terrestre - di Iperborea e dell'Antartide - ci permette di guardare in maniera assolutamente nuova le mappe temporali giunte fino ai nostri tempi di Iperborea da Ger (h) Ardus Merkator (1554) e  dell'Antartide da Piri Reis (1513), Oronce Fine (1531), Hadzhi Ahmed (1559), Phillippe Bauche (1737) e da altri cartografi e navigatori e vedere i luoghi più adatti per la vita nel Paleocene e nell' Eocene, (65,5-34 milioni di anni fa) che avevano le condizioni climatiche presenti nelle leggende sulla "Età dell'oro"

La mappa di Philippe Buache

Cominciamo dalle mappe dell'Antartide. Sulla mappa di P. Bauche vediamo l'Antartide completamente libera dai ghiacci e lo spazio d'acqua la separa in grandi isole, paragonabili alla Groenlandia, descritte essere nel bel mezzo della terraferma. Tale modello poteva essere caratteristico solamente prima dell'inizio dell'Oligocene (34-40 milioni di anni fa), quando avevano cominciato a prendere forma i ghiacciai dell'Antartide Orientale. Secondo alcuni esploratori, le prime tracce di glaciazione si verificarono nel meridione del continente anche prima, nel bel mezzo dell'Eocene (45-42 milioni di anni fa). Tuttavia, i dati in questo senso non sono troppo convincenti, perché andrebbero a contraddire i ritrovamenti di piante sub-tropicali nell'Antartico dell'epoca dell'Eocene.


La mappa di Oronce Fine

Sulla mappa di O. Fine, l'Antartide è mostrata con rive senza ghiaccio, montagne e fiumi. Il rilievo della parte centrale della mappa non è segnalato, il che potrebbe essere a causa del fatto che in questa zona ci fosse una piccola calotta polare o per altri motivi. Da materiali relativi a ricerche geologiche, la glaciazione dell'Antartide con la formazione di una calotta polare era cominciata all'inizio del Miocene nel periodo Neogene (23 milioni di anni fa). Durante il primo Miocene, il clima era rimasto temperato sulla parte più grande di questo continente e solo alla metà del Miocene (circa 13 milioni di anni fa) una calotta di ghiaccio aveva già imprigionato la maggior parte di questo continente. Pertanto, la mappa di O. Fine, molto probabilmente, fotografa un momento che risale a 23-13 milioni di anni fa.

La mappa di Piri Reis

Sulla mappa di P. Reis, l'Antartide è mostrata snodata verso il Sud America. La differenziazione di questi continenti, secondo la maggior parte degli esploratori, aveva origine o al margine tra Eocene e Oligocene (34 milioni di anni fa), o al confine tra il Paleogene e il Neogene (23 milioni di anni fa). Vale a dire che l'originale di questa mappa non poteva essere stato redatto prima, se non in questo periodo. Così , tutte e tre le mappe qui elencate dell'Antartide definiscono il momento della loro realizzazione grafica da 34 , forse 42-45 , fino a 23-13 milioni di anni fa, ovvero che risalgono al periodo finale della "Età dell'oro" o al periodo immediatamente successivo.

 

Mappa di Iperborea di Gerardo Mercatore del 1569.

Fonte: http://earthbeforeflood.com/

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