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Giu 16

Testi in paleo-sanscrito ci parlano della risonanza ad infrasuoni fra sole, terra e giove con la Grande Piramide

Fonte: http://www.human-resonance.org/mediterranean.html

Autore: Alex Putney

I testi in paleo-sanscrito di cui trattiamo originano da Malta e da Caria (VV)

Ci sono tracce distinte che ci portano all'origine di tutti i geroglifici antici che stanno emergendo dalle profondità di enormi sistemi di gallerie e grotte sotterranee e dagli strati di terreno che vi si sono depositati sopra 10.000 anni fa. Accurate ricerche sui resti organici lasciati dalle culture paleolitiche di ogni zona abitata rivelano un'enorme creatività artitica che ci consegna un modo di vedere il mondo profondamente scientifico, eloquentemente espresso in passaggi di pittura pittografica che soltanto ora siamo in grado a comprendere nel contesto che le è proprio.

Soltanto negli ultimi decenni le molteplici incredibili scoperte archeologiche nella regione del Mediterraneo ci hanno fornito squisiti esempi di creazioni artistiche inscritte, che presentano delle prospettive spirituali di quell'era così lontana.  Stando a questi testi, lo status di risonanza infrasonica del sole, della terra e di giove erano direttamente connessi con la grande piramide, costruita dagli ingegneri di Atlantide aprossimativamente 73,000 anni fa.

Le analisi effettuate sul modello di distribuzione globale di antiche piramidi, megaliti e siti sacri in ogni parte del mondo hanno rivelato il loro specifico allineamento in conformità con i fuochi delle onde stazionarie lineari trasdotti dalla grande piramide nella frequenza gamma ultra-bassa del battito cardiaco umano.  Questo complesso allineamento vale anche per le geoposizioni di tutti i siti abitativi paleo-sanscriti scoperti finora nella regione del Mediterraneo, in particolare sull'isola di Malta e nella vicina Calabria.

La risonanza infasonica planetaria (Planetary infrasound resonance) è focalizzata dalla Grande Piramide in bande radiali agli intervalli della serie di Fibonacci, mappata come sferica utilizzando la funzione quadratica [Zn + 1 = Zn2]. La banda a infrasuoni della risonanza è centrata ad una distanza dalla Grande Piramide che è il 4,5 % della circonferenza terrestre ed influenza il vulcano Etna in Sicilia, ma induce anche la combustione spontanea di dispositivi elettrici nella vicina Messina (in rosso, in alto).

Le isole di Malta e Gozo (sopra, 36.10°N 14.10°E) sono localizzare a 1,091 miglia dalla Grande Piramide, una distanza del 4,4% della circonferenza della terra. Queste isole sono famose per una rete di  camere sotterrne perfettamente squadrate ed un sistema di tunnel interconnessi che si estendono per molte miglia sotto la roccia calcarea. Enormi volte in pietra contenenti resti scheletrici insoliti attestano l'esistenza di tecniche di miglioramento genetico utilizzando infrasuoni concentrati durante lo sviluppo del feto, il che riflette una forte cultura materna in cui l'energia femminile è stata riconosciuto come la forza creativa pimigenia, come esemplificato anche in una iscrizone della Grande Piramide.

Tra le diverse pietre e tavolette di ceramica incise trovate su questa piccola isola del Mediterraneo e sui suoi scogli al largo, solo una è oggetto di un video online. La tavoletta di pietra di forma ovale è piuttosto piatta, molto dura e presenta 20 glifi separati in 5 linee di testo che possono essere letti da sinistra a destra e dicono: karaha ris si ha ris si kar Indra vai-as-va ris-as ma si tridasa dura i asu va-as. La traduzione della tavoletta, secondo la decifrazione di Schildmann, è una lamentazione (sopra) :

Creatore, diminuendo la tua presenza, riducendo interamente la tua azione su Giove,
stanno diminuendo anche le tue 30 risonanze, pertanto l'istinto di sopravvienza si trasfomerà in malevolo.

Questa affermazione si ripete con lo stesso lamento, come una profonda eco che ritroviamo in tutte le numerose raccolte di materiale arcaico sanscrito, opere che ci giungono dal Paleolitico, scoperte in tutti i continenti del mondo e, più esplicitamente espressa, in migliaia di testi in pietra provenienti dall'archivio della Grotta dell'Illinois. Il creatore (o creatori) della tavoletta di pietra di Malta offrono una terminologia esatta della scienza vedica per specificare un concetto avanzato, legato alla funzione degli infrasuoni della Grande Piramide che, tuttavia, la maggior parte del pubblico non conosce.

La più grande collezione di artefatti paleo-sanscriti conosciuta della regione del Mediterrano è stata scoperta accidentalmente in Calabria nel 1971, nel paese di Girifalco, che si trova su una collina nella Valle della Caria. Un prolungato diluvio avvenuto in quella zona aveva causato una grave erosione, con conseguenti frane e spostamenti di terreno, il che ha consentito la scoperta di antiche reliquie, che sono diventate un complemento intrigante e misconosciuto dalla storiografia ufficiale della regione della Caria.

Gli antichi resti sono stati rivelati dagli strati di terreno che erano stati strappati come ferite aperte sul terreno e sono stati trovati da una delle prime persone che è andata a vedere la zona della frana. Un controllo per valutare i danni alle colline degradate è stato condotto da un avvocato locale, Mario Tolone Azzariti, i cui occhi hanno avvistato una scultura in pietra calcarea, una delle tante che sarebbe poi stata dissotterrata dal sito appena esposto. Azzariti recuperò l'oggetto in pietra di grandi dimensioni e, una volta pulito dalla terra rossa, ha esposto la testa di una donna a grandezza aturale, racchiusa in uno strano casco angolare inscritto con pittogrammi del Sole e dell'albero.

Durante tre decenni di perseveranza, di pianificazioni e di scavi, senza aclun sostegno finanziario da parte dell'amministrazione comunale, Azzariti ha recuperato alcune centinaia di articoli, molti dei quali sono iscritti con linee ben definite di testo paleo-sanscrito, che ora sono esposti in un modesto museo a Girifalco. Un tour video del museo presenta decine di asce di pietra, lame, pesi da telaio e sculture figurative, oltre a molte tavolette in ceramica frammentate, oltre a coni e dischi che sono stati faticosamente ricomposti.

Il sito di scavi vicino a Girifalco (38.82°N 16.40°E) dista 1,037 miglia dalla Grande Piramide, o il 4.2% della circonferenza della terra. Questa location procura una efficente ricezione delle onde stazionarie ad infrasuoni utilizzate per rafforzare lo stato di coscienza e fornire energia elettrica costante.

Questa rappresentazione in calcare a grandezza reale della testa di una donna che indossa un casco insolito, mostra caratteristiche tecnologiche. Le iscrizioni confermano la missione psico-acustica di tali elmetti, realizzati in metallo risonante con forme geometriche, che effettivamente concentrano le onde di infrasuoni per una sincronizzazione della ghiandola pineale. Il casco, sul lato destro, riporta la frase votiva: kar kar kar... Adri kar kar kar... adhi -"Lavoro (dell') albero, lavori... (che) sta fornendo" (sopra). C'è un testo complementare inscritto sul lato sinistro del casco: kar kar kar... Svar kar kar kar... adhi -"Lavori (del) sole, (che)... sta fornendo" (sopra).

Queste affermazioni paleo-sanscrite riflettono una consapevolezza della benefica influenza degli infrasuoni degli alberi alti sugli esseri umani, che è preservata anche nelle tradizioni vediche della Siberia, come ad esempio la saga della foresta di Anastasia. La stessa profonda conoscenza della forza della vita è stata espressa dal guaritore conosciuto ai suoi tempi come Gesu, e si trova registrata nei testi esseni in aramaico, che comprendono anche "Il canto esseno della pace".

Eccone un brano:

Ora, nell'ora prima del sorgere del sole, proprio davanti agli angeli della Madre Terra che soffiano la vita nella terra ancora dormiente, tu entri nel Sacro Flusso della vita. E' tuo Fratello Albero che detiene il mistero di questo Sacro Flusso, ed è tuo Fratello Albero che tu abbraccerai nel tuo pensiero, come fossi argilla lo abbraccerai pieno di gratitudine salutandolo, mentre cammini lungo la riva del lago. E tu sarai tutt'uno con l'albero, come abbiamo tutti condiviso il Sacro Flusso della vita che ha dato vita a tutta la creazione fin dall'inizio dei tempi. E, mentre stai abbracciando il tuo Fratello Albero, la potenza del Sacro Flusso della vita riempirà tutto il tuo corpo e tu tremerai per la sua forza. Poi respira profondamente l'aria dell'angelo e pronuncia la parola "Vita" espirando. Poi diventerai in verità, l'albero della vita stesso che affonda le sue radici profonde nel Sacro Flusso della vita che proviene da una fonte eterna. E così come l'angelo del sole riscalda la terra e, mentre tutte le creature della terra e dell'acqua e dell'aria gioiscono nel nuovo giorno, così il tuo corpo e il tuo spirito gioiranno per il Sacro Flusso della vita che scorre in te attraverso il tuo Fratello Albero.

E quando il sole sarà alto nei cieli, cercherai il Sacro Flusso del suono. Nel caldo di mezzogiorno, mentre tutte le creature sono tranquille e cercano l'ombra, gli angeli della Madre Terra stanno in silenzio per un po' di tempo. E' allora che lascerai entrare nelle tue orecchie il Sacro Flusso del suono; esso può essere ascoltato solo nel silenzio. Pensa ai flussi che nascono nel deserto dopo una tempesta improvvisa e al suono ruggente delle acque come scorrevano in passato. In verità, questa è la voce di Dio, se non lo sai, sappilo. Come è scritto, in principio era il suono, e il suono era con Dio, e il suono era Dio. In verità vi dico, quando siamo nati, siamo entrati nel mondo con il suono di Dio nelle nostre orecchie e anche con il canto del vasto coro del cielo, e il santo canto delle stelle nei loro giri fissi; è il Sacro Flusso del suono che attraversa la volta delle stelle e il regno infinito del Padre Celeste. E' sempre nelle nostre orecchie e così non lo sentiamo. Ascoltalo allora, nel silenzio di mezzogiorno; immergiti in esso e lascia che il ritmo della musica di Dio batta nelle tue orecchie finché non sarai tutt'uno con il Sacro Fflusso del suono. E 'stato questo suono, che ha formato la terra e il mondo e ha innalzato le montagne e che ha posto le stelle nei loro troni di gloria nel più alto dei cieli.

Tra le centinaia di reperti paleolitici provenienti dalla Caria, la più grande opera in pietra scoperta presenta una figura femminile con lunghi capelli ricci e un vestito lungo, in piedi, in una posa simmetrica, equilibrata, con una zolla di terra tra le mani. Esce dal terreno come una pianta con le sue foglie, come un simbolo femminile di crescita e fertilità ed è strettamente associata con la bella simmetria delle onde stazionarie risonanti.

Sotto la pianta, il modello del lungo abito presenta una serie verticale di glifi ripetuti, 'kar' sta per 'opere/lavori', che sovrasta il glifo triangolare 'Upama', che significa 'il più alto' e che rappresenta la Grande Piramide. Riferendosi alla funzione di elettro-acustica vitalizzante della piramide, nello schema del vestito della figura si legge : kar kar kar kar kar Upama - "le opere del più alto" (sopra). Lo stesso gruppo di glifi pittografici verticale è inciso su una ascia di calcite cerimoniale dell'archivio della grotta dell'Illinois, che reagisce brillantemente sotto la luce ultravioletta, esattamente come il calcare ricco di calcite della figura della Caria stessa.

Questa scultura esprime visivamente la consapevolezza scientifica e culturale atlantidea del benefico influsso della risonanza infrasonica, migliorando bioelecttricamente il tasso della vitalità, della fertilità e la crescita delle piante, degli animali e degli esseri umani allo stesso modo. Un'iscrizione ruvida sulla parte anteriore della base quadrata della scultura rafforza questa interpretazione del messaggio altamente avanzato espressa in questo tipo di opere d'arte, presentando qui 6 glifi che dicono: mi ha Atma Svar las - "Duminuendo quelli sotto il vostro controllo, il sole splendente" (sopra), identificando così che lo stato di offset della risonanza planetaria sta diminuendo la sua azione benefica.

La texture della superficie e la resa grafica del basso rilievo della pietra suggeriscono che il pezzo non sia stato scolpito da una pietra naturale estratta. Come per molti altri prodotti in pietra di origine atlantidea, questa scultura sembra essere di calcare sintetico, aver ubito una miscelazione, che poi è stato versato e riscaldato da una reazione chimica controllata all'interno dello stampo. La densità esatta del calcare e la composizione possono confermare la sua origine sintetica, mentre la plasticità delle forme suggerisce che il pezzo fosse stato scolpito in argilla e fuso in un semplice stampo in 2 pezzi a perdere.

Le frasi enigmatiche utilizzate dagli scultori atlantidei in Italia oltre 10.000 anni fa, riflettono una prospettiva cosmologica avanzata che si fonde perfettamente con gli antichi inni dei Veda e dell'Upanishad dell'India. Passaggi in paleo-sanscrito sono stati incorporati nella realizzazione di oggetti di ceramica di uso pratico quotidiano.

Le influenze negative della risonanza planetaria sulla coscienza umana sono state espresse in un altorilievo che ricopre le superfici visibili di una scatola quadrata in ceramica con un coperchio montato (sopra). Il manico a forma di fungo del coperchio è inciso con il glifo del Sole, mentre il coperchio quadrato mostra un grande quadrato inciso con linee in quattro direzioni che insieme formano la frase: Svar Indra-as, ovvero "Per il Sole e Giove".

I lati della scatola giustappongono coppie glifi pittografici che continuano la dichiarazione iniziata sul coperchio. Chiaramente denota un conflitto armato tra gruppi umani e conflitti interni tra i sessi, le coppie di glifi indicano: Dhara phala - "spada (vs) scudo", e nara nari - "uomo (vs) donna".

Il retro della scatola di ceramica quadrata presenta un pittogramma in rilievo sotto una chiara linea di glifi (di fronte). Il glifo dominante adhi che significa 'consegnare' è stato invertito e su tutta la lunghezza della sua curva c'è una serie di ripetizioni di coppie di glifi, un punto a significare il numero '1' e una linea che rappresenta il glifo 'come' , che significa 'per'. Così le coppie di glifi ripetono: "per l'uno, per l'uno, per l'uno ... "

In combinazione con la linea di superamento dei glifi, qui si legge: vi su-us mu adhi * as * as * as - "dal ronzio si ferma la consegna per l'uno, per l'uno... " (sopra) . Questa affermazione fa eco ad altri testi della Caria in riferimento all'azione malevola sostenuta dallo stato notevolmente diminuito di infrasuoni di risonanza di ronzio dal Sole e daGiove:

Per il Sole e per Giove: spada contro scudo, uomo contro donna, dal ronzio si ferma la consegna per l'uno...

Intesa nel corretto quadro di risonanza planetaria, questa affermazione profonda identifica con precisione la causa principale di tutti i conflitti nel nostro mondo - dalla lite fra coniugi ai combattimenti e alla guerra fra gruppi e nazioni - come indotta dallo stato diminuito della risonanza a infrasuoni planetaria. La raffigurazione di vapore acqueo che cade come gocce ai lati dell'onda stazionaria del glifo 'consegna', fa riferimento anche alla spessa calotta di vapore acqueo, sospesa in alto nella volta celeste grazie al funzionamento della rete di piramidi. Questo testo fa eco alle dichiarazioni forti della cultura dei discendenti dei Maya,così come conservata e abilmente tradotta dai glifi maya originali in spagnolo e in inglese e recentemente pubblicate ne "La piramide del codice di fuoco" http://www.human-resonance.org/fire_codex.html (in inglese).

L'uomo non vuole quando fa le guerre, ama e raccoglie; è il ritmo dei grandi dei, i pianeti, che agiscono su di lui e gli fanno fare.

Quando l'uomo comprenderà che da solo non può fare niente, alolra potrà imparare a servire gli Dei;

quindi, deve prendere coscienza dei ritmi degli dei.

Diversi altri testi contenenti profonde lamentazioni, conservati nella collezione del museo della Caria, rispecchiano fedelmente i sentimenti enigmatici espressi nei testi dell'archivio della grotta dell'Illinois, Illinois cave archive (in inglese). Una varietà di tavolette in terracotta e mandala sono state recuperati in Caria, la più grande delle quali è stata accuratamente ricomposta da dozzine di frammenti, preservando le preziose iscrizioni che aprono uno squarcio nel nostro passato più remoto.

Abbiamo una tavoletta di argilla rettangolare perfettamente integra che presenta quattro linee di glifi, da leggere da sinistra a destra (sopra), come supportato dall'allineamento sfalsato dei caratteri sul lato sinistro della tavoletta. Nel passaggio votivo si legge:

na akar asu u ma ra ka ma su-us alas-as
ma-as ra asu ka ca aiva-as sita-as asura-as

Non senza azione, la vita, oh stato di concessione,
qualunque sia lo stato del ronzio, per il non brillare, perché è
la concessione della vita, qualunque sia, così per l'eternità, per la bellezza delle divinità.

Ancora una volta, il lavoro di decifrazione di Schildmann fornisce traduzioni chiare per le frasi culturali chiave, che riflettono da vicino anche le iscrizioni su manufatti in paleo-sanscrito rinvenute in altri continenti: tutte si soffermano sulla tematica dello stato di diminuzione della risonanza infrasonica planetaria e sugli effetti nocivi che ha sulla coscienza e sulla longevità.

Un altro tema sanscrito classico, che non può essere adeguatamente compreso al di fuori dei costrutti della tradizione vedica, è la nozione della reincarnazione, che appare su un altra tavoletta di argilla della Caria (sopra). Questa raffigurazione di una scena di caccia con un uomo e un cervo è sormontata da una linea dei tre glifi: amara - "Immortale".

L'antico e diffus0 riconoscimento culturale indigeno della reincarnazione continua di tutti gli organismi viventi, ciascuna secondo il proprio livello di coscienza, riflette una più ampia consapevolezza della trascendenza eterna dello spirito sul corpo materiale. La riga di testo al di sopra dei pittogrammi fornisce una prospettiva spirituale più profonda vedica, nega una visione materialistica della stretta relazione tra cacciatore e preda.

Diversi dischi di terracotta delineati con attenzione con dei mandala ottagonali, che riflettono la struttura dell'onda di risonanza stazionaria e inscritti con quattro serie di glifi, sono ancora leggibili nonostante il passare del diversi millenni. La frase di base recita: karikr kar kar kar - "Rendere omaggio alle opere triple" (sopra, a sinistra). Il disco mandala in ceramica più grande è stato inciso con una lamentazione che riecheggia le altre già viste:

u atha-as vi
ma as Indra vical kar si ra ma-as asu

Oh, per quale altro modo viene? Per questo Giove
revoca l'azione della concessione, per questo c'è vita.

Ulteriori spiegazioni sono fornite dal più grande dei testi del disco mandala, che esprime quattro dichiarazioni chiare per la malignità indotta da una disfunzione della Grande Piramide e le tenebre dello stato attenuato della risonanza planetaria ad infrasuoni che influenza tutto il nostro sistema solare (sopra, a destra):

Il lavoro della grandezza della vita sta garantendo il bene del più alto, ronzando.
Il ronzio della tripla divinità, oh, per l'eternità, garantisce anche la concessione di maledizioni.
Non brillando, l'azione di Giove d'ora in poi, sta diminuendo.
Veloce messaggero, per sempre, per concedere anche opere punitive, creatura di tenebre

Questa frase fa riferimento il pianeta divinizzato di Mercurio, denominato messaggero veloce, perché ha il più breve periodo orbitale intorno al Sole rispetto a tutti gli altri pianeti, con un'orbita siderale corrispondente a 88 giorni terrestri.

Testi in paleo-sanscrito sono delicatamente incisi su molti oggetti in ceramica della Valle della Caria, uno di questi oggetti ha una forma che ricorda le tavole dei nostri giorni e ci fa scoprire il volto splendente del Sole in alto, in altorilievo (sopra). La serie di glifi può essere chiaramente letta da sinistra a destra:

Svar maha su-us asu na-punar-as Indra ta ma pa ra-as
ta Indra i amati mu sa-as ra aiva upama *

Il Sole. Grandi ronzii di vita mai più Giove darà, essendo Signore della concessione,

dando Giove anche splendore, fermando la sofferenza, concede l'eternità, il più alto.

Ancora una volta, vediamo la notevole consistenza del significato complesso espresso da tutti i gruppi atlantidei in questo momento della storia remota, che esprime una profonda consapevolezza della funzione biofonica di tutta la vita e il suo accoppiamento diretto con la risonanza planetaria ad infrasuoni, che era stata esaltata dalla grande Piramide.

Le molte e dolorose lamentazioni sono accompagnate da dichiarazioni più positive, una delle quali era ordinatamente inscritta in un oggetto ceramico che può essere utilizzato come strumento di guarigione dentro camere risonanti (sopra). Le ceramiche sono buoni conduttori di elettricità per via del loro alto contenuto di sabbia (quarzo), ferro e altre particelle di metallo ed erano utilizzate dai guaritori Atlantide per trasdurre infrasuoni di risonanza per amplificare metodi di guarigione, il cosiddetto metodo del qi healing elettromagnetico, ancora oggi utilizzato dagli adepti.

Gli effetti benefici della frequenza del Sole e di Giove dalla tonalità ultra-bassa sono stati scientificamente compresi da questa cultura madre vedica avanzata, che ha capito come migliorare la luminosità del corpo umano attraverso l'eccitazione bioelettrica di cascate di reazione nucleare risonanti resonant nuclear reaction che portano il corpo a brillare in sincronia con il complesso dei movimenti dei pianeti sopra la nostra testa. Gli strumenti di guarigione utilizzati per concentrare l'energia elettro-acustica descrivono questa influenza invisibile direttamente quando si lodano i pianeti e il Sole come divinità di concessione della forza vitale. La lettura da cima a fondo, una colonna verticale di 7 glifi esalta il pianeta Giove con la frase: Indra ma-as amati u su - Per Giove è splendore, oh divinità". Le righe di linee verticali a destra rafforzano il sentimento, ripetendo lo stesso glifo: ra ra ra ra ra - "Concessione, concessione, concessione ..." (sopra).

La semplicità di questa scrittura logografica e la brevità di molti dei testi stessi non smentisce il livello scientifico estremamente profondo di comprensione che ha prevalso tra i popoli di tutti i continenti di Atlantide, che riflette il loro uso quotidiano di dispositivi tecnologici altamente avanzati. Il cultura madre di Atlantide mette in ombra tutti i nostri attuali sviluppi tecnologici, rivelando la fisica della forza vitale.

La raccolta di centinaia di pietre e manufatti in ceramica della Caria, comprende diversi oggetti specializzati che riflettono gli aspetti piuttosto complessi della vita di Atlantide. I principi della fisica della risonanza a tri-frequenza vedici, come applicato nella funzione di progettazione collettiva delle tre piramidi del complesso di Giza (three pyramids), avevano il significato di "opere triple dell'Altissimo" che avevano il potere di rivitalizzare tutta la vita. Più controversi sono i molti testi in paleo-sanscrito che fanno riferimento alla presenza pervasiva di veicoli spaziali nel cielo in quel momento.

I testi di atlantidei descrivono l'azione della tripla opera compiuta dalle piramidi con il glifo che significa "consegna", che di per sé è un pittogramma di un'onda stazionaria (standing wave). Questa interpretazione acustica è confermata dal loro uso altamente specifico del glifo, che era esclusivamente impiegato per descrivere questi tipi di consegna effettuati da onde stazionarie, come la consegna di varie razze umane dalle città sotterranee o la consegna di frequenze benefiche di forza vitale di Giove (Jupiter's), le stesse del battito cardiaco umano.

 

Il più grande manufatto in ceramica della collezione Azzariti è un oggetto a cupola, cavo, con pareti spesse e tre grandi aperture, che assomiglia a alla sommità di un fungo. La forma di tutto il pezzo riflette la struttura 3D di un'onda stazionaria, e ciascuna delle aperture forma il pittogramma di un'onda 2D in piedi.

Le superfici esterne visibili dell'oggetto simmetrico sono coperte anche da molte righe glifi ripetuti, che rafforzano l'interpretazione acustica della forma e funzione dell'oggetto. Gli spazi negativi, formati da tre grandi fori da ritaglio formano una legatura 'simil-adhi', che significa 'per la consegna', mentre molti allineamenti di glifi circolari 'nau' ripetuti scorrono intorno alla circonferenza dell'oggetto, fornendo il soggetto della frase: 'spaziali'. L'oggetto della frase è reso mediante la ripetizione di glifi 'simil-vin', che significa 'Dioscuri'.

Così, secondo la decifrazione Schildmann del paleo-sanscrito, le iscrizioni possono essere lette coerentemente come: nau nau nau adhi-as adhi-as adhi-as as-vin as-vin as-vin - "navi spaziali, astronavi ... per la consegna, per la consegna ... Dioscuri, Dioscuri ... "(sopra). Dioscuri è l'antico nome greco che significa 'figli di Zeus' per i gemelli semidei associati con la storia di Castore e Polluce. Indicati anche come i gemelli eroi, sono stati considerati come i patroni dei marinai, ai quali sono apparsi come il fuoco di Sant'Elmo (incandescenti scariche di plasma). Come pure, i glifi ripetuti 'simil-vin' imitano le formazioni di plasma ad albero di spiriti rossi (red sprites) che erano state raffigurate con la Grande Piramide e le astronavi circolari, entrambe erano profondamente radicate nel sistema di scrittura paleo-sanscrito come i glifi geometrici di base: il cerchio e il triangolo.

Al soggetto delle astronavi si fa riferimento in tutti i testi di paleo-sanscriti dell'archivio della grotta dell'Illinois e in varie altre raccolte dello stesso periodo, che devono ancora essere riconosciute per la loro grande importanza. l progressi attuali nell'interpretazione epigrafica di questi testi permette una visione senza precedenti dell'uso avanzato dei materiali piezoelettrici in questi siti, con lo scopo precedentemente non identificato di strumenti wireless terapeutici che operano come trasduttori di risonanza infrasonica.

L'uso esclusivo di materiali piezoelettrici come l'argilla e le pietre ricche di calcite o di quarzo per la costruzione avanzata di templi megalitici soddisfa la proprietà del cristallo richiesta dalla trasduzione acustico-elettrica. Questi materiali risonanti consentono la levitazione acustica (levitation), impiegando frequenze ultra-basse, e sono stati gli unici materiali utilizzati per le costruzioni monumentali psicoacustiche. Attrezzi sacri di guarigione, caschi psicoacustici, rappresentazioni matematiche di mandala e tavolette con incise frasi votive sono state sempre fabbricate con materiali piezoelettrici risonanti. Ogni espressione della loro lingua scritta riflette chiaramente una consapevolezza globale della forza degli infrasuoni.

Le rappresentazioni pittografiche incorporate in un pezzo di arenaria circolare incisa combinano tre glifi in una frase: nau Indu las - "Astronavi della Luna, splendenti" (sopra). Due linee di glifi sono anch'essi inseriti all'interno di un rettangolo, dicono: kara mu kar kar-as - "Il Creatore sta fermando le opere dal loro funzionamento." Nel giusto contesto temporale di un'epoca buia in seguito al crollo catastrofico dell'elevata civiltà di Atlantide, questa affermazione si riferisce allo stato disfunzionale della rete piramidale globale. Il Diluvio aveva sommerso le piramidi, causando la condizione magnetica di offset polare e la diminuzione della risonanza planetaria dopo molteplici impatti da frammenti di comete (cometary fragments).

I sofisticati processi metallurgici atlantidei coinvolti nella produzione di leghe metalliche risonanti (resonant metal alloys), richieste per le applicazioni di volo spaziale, sono stati identificati nel lavoro del noto canale psichico di Edgar Cayce, le cui letture di una vita passata (past life readings) per Nikola Tesla e i suoi collaboratori hanno rivelato tecniche di base di elettro-trasmutazione a bassa energia. Simili processi di frequenza di risonanza fonica (resonance transmutation) sono stati condivisi in conversazioni del contattista extraterrestre 'Billy' Eduard Meier, che ha pubblicato le conversazioni di contatto (contact conversations) e questo libro è supportato da centinaia di fotografie celebri e registrazioni audio-video.

Il processo di trasmutazione atlantideo dei materiali superduri, leghe supermagnetiche comprese, di ogni elemento sulla tavola periodica ha  incorporato l'intera gamma di frequenze atomiche per la replica della piena struttura armonica dei campi gravitazionali emanati da tutti i corpi planetari. La lingua geroglifica paleo-sanscrita ha direttamente individuato 33 distinte risonanze infrasoniche emesse da tutti i corpi solari e planetari con il glifo 'tridása' per il numero 30 e ha lamentato in ogni parte del mondo, lo stato diminuzione di queste forze invisibili a scapito di tutti i tipi di vita.

L'umanità terrestre perdeva queste conoscenze metallurgiche avanzate insieme con i principi di fisica atomica della risonanza fonica durante gli eventi catastrofici di oltre 12.000 anni fa. E' curioso che i residui metallici (metal debris) del famoso UFO crash di Roswell, New Mexico, nel 1947, mostrano testi paleo-sanscriti che collegano direttamente le moltitudini di veicoli spaziali che transitano per i nostri cieli oggi con le popolazioni sotterranee di Atlantide che hanno mantenuto i loro mezzi tecnologici avanzati fino a questi giorni. La geometria perfetta discoidale di questi veicoli spaziali è stata catturata in un video ripreso a Milano da Antonio Urzi nel 2012 (sopra).

 

Una delle opere in pietra geometricamente più precisa tra le centinaia di oggetti recuperati dagli scavi della Caria mostra esattamente la stessa forma. Crepe e graffi sulla pietra suggeriscono danni recenti e antichi che si sono accumulati nel corso delle migliaia di anni dalla sua realizzazione. C'è sporcizia che non è stata completamente ripulita, nei molti segni incisi si conservano cristalli di quarzo in minuscoli granelli di sabbia che possono fornire un calendario dell'internamento dell'oggetto in situ, usando metodi di datazione a termoluminescenza.

Un lato della pietra discoidale presenta una serie finemente incisa di linee che presentano il ritratto della testa di una figura femminile vista di profilo, parzialmente circondata da sette glifi di testo paleo-sanksrito. Il soggetto del ritratto è molto dettagliato, sapientemente inciso dell'artista paleolitico che ha catturato le caratteristiche del viso distintamente africane di una donna, con un collo gracile e ampi capelli. La linea di superamento del testo fornisce sia l'occupazione della donna e sia il significato dell'oggetto in pietra stesso.

Apparentemente creato come una commemorazione in onore dell'eccellenza del capitano di una nave, il titolo della pietra circolare con 7 glifi recita: u ma-as anam-as las - "Oh, per essere un capitano di brillantezza" (sopra). La parola significa 'las' 'brillante, geniale', ha questo doppio significato implicito collegato anche alla forma dell'oggetto.

La forma della pietra rappresenta specificamente i gusci circolari dei veicoli spaziali antigravitazionali, così luminosi e brillanti, come illustrato dal glifo circolare 'nau', più volte elogiati negli scritti votivi paleo-sanscriti provenienti da diversi continenti, identificati nei testi d'archivio della grotta dell'Illinois come astronavi 'altamente costruite' e 'consegnate dal basso'.

Il rovescio del ritratto della pietra commemorativa mostra quattro glifi audaci che possono essere letti in modo chiaro in formato bustrofedico, confermando che la pietra discoidale è stata prodotta come offerta commemorativa progettata per triibutare il massimo dell'onore ad un eccezionale capitano di uno splendente veicolo spaziale discoidale. A differenza di quelli sulla faccia anteriore della pietra, la coppia di glifi fonetica 'a-nam' per 'il capitano della nave' è data da destra a sinistra in questo testo, come una breve dichiarazione di impegno che recita: upama-as anam - "Per il più alto capitano" (sopra). Ancora una volta, la semplicità del manufatto non nasconde le sue grandi implicazioni tecnologiche.

Le azioni eroiche dei capitani e dei piloti di veicoli aerei e spazialisi ritorvano anche in antichi testi vedici nell'India odierna. Chiamati 'nau-vimana', molte funzionalità altamente avanzate sono attribuite a queste notevoli navi e sono riportate in vividi racconti, ove è descritto che si librano in silenzio, scompaiono istantaneamente o emettono fasci di plasma e bulbi di luce infrasonici, che sembrano fulmini e tuoni.

I riferimenti alle astronavi e la loro replica di risonanze planetarie fragorose sono anche inscritti sulle superfici di manufatti in pietra dove si leggono lodi alla maternità. Una piccola statuetta di calcare ha la forma di una madre che indossa un abito lungo con il suo neonato al fianco sinistro, mentre tiene una piccola figurina con la mano destra (di fronte). I benefici perduti sono lamentati in un testo sul retro del manufatto, in cui si legge chiaramente: raua u ra las nau mi  - "Rombante, oh concessione, lucenti astronavi, in diminuzione" (sopra).

 

I riferimenti scultorei ad astronavi e alle pratiche Kundalini sono anche espressi nei testi inscritti in un paio di teste di pietra della Caria, leggermente più piccole rispetto alla grandezza naturale. La testa a bulbo di una figura maschile con gli occhi molto distanziati, le palpebre un po' chiuse nell'espressione della meditazione, mostra un pittogramma complesso sulla fronte. Mostra il glifo 'astronave', tre onde stazionarie, il glifo 'consegnare' con i numerosi glifi di accompagnamento "tuonanti ", la frase completa recita: nau upama adhi adhi... raua raua...-"Astronave del più alto, consegnando, consegnando..., tuona, tuona ... "(sopra, a sinistra).

La seconda scultura di calcare è di una testa, anche questa incisa con testi di glifi sulla fronte. Le caratteristiche altamente insolite di una figura maschile barbuta --senza baffi-- includono grandi occhi con le sopracciglia che si agitano selvatiche e che sottolineano il glifo della 'consegna'. Più in alto sembra assumere la forma di un casco, nel testo sulla fronte si legge: nau adhi-as - "Navi spaziali per la consegna" (sopra, a destra). A questa breve dichiarazione fa eco un manufatto molto simile dell'archivio della grotta dell'Illinois e che ripete lo stesso insieme di caratteristiche facciali inusuali che possono essere riconosciute solo come l'ibrido umano, il gigante Sasquatch che vive in sistemi di grotte sotterranee.

Anche tra i più controversi manufatti calabresi ci sono antiche rappresentazioni atlantidee di un dinosauro iconico, che è ben noto oggi essere un resto fossile del periodo Giurassico, circa 155-150.000.000 di anni fa. Molte sculture in pietra e ceramica della Valle della Caria mostrano raffigurazioni dello Stegosauro, un erbivoro pesantemente corazzato di circa 30 piedi di lunghezza (9 metri), protetto una lunga fila di scaglie erette di forma triangolare che corrono lungo la colonna vertebrale dal collo fino alla coda a spillo.

Le conoscenze paleontologiche possedute dagli scienziati di Atlantide venivano insegnate ai bambini durante quel periodo lontano rimosso nello stesso modo in cui sono insegnate oggi . Le figurine vengono utilizzate per descrivere l'anatomia delle specie di dinosauro da lungo tempo estinte, quindi può essere proprio questo lo scopo di quelle insolite figurine scoperte da Mario Tolone Azzariti. Questo stesso scopo potevano averlo anche le antiche figurine di terracotta scoperte nel 1944 da W. Julsrudda ad Acámbaro, Mexico, e attualmente esposte in un museo locale e recanti il suo nome. Le sculture in rilievo che adornano il tempio khmer di Ta Prohm raffigurano anch'esse uno Stegosauro, in Cambogia.

In Caria, in una figurina in ceramica e in una scultura in rilievo di granito si combinano le forme di vari glifi in legature pittografiche, per esprimere un intera frase in una singola immagine (sopra). Il corpo dello Stegosauro si presenta sotto forma di onda stazionaria e il glifo della 'consegna' è sormontato da una linea di glifi triangolari ripetuti che significano per 'il più alto', dove si legge: adhi-as upama upama upama upama - "Per la consegna al più alto, più alto, più alto... ". Questo pittogramma è reso anche su un manufatto in ceramica a campana della collezione Azzariti, nelle cui iscrizioni si legge: adhi-as upama upama upama upama upama ma-as si Adri ra ma adhi - "Da consegnare al più alto, più alto, più alto ... per questo c'è il tuo albero che garantisce che c'è" (sopra).

In questo paio di piccoli manufatti in pietra sono state accuratamente formate e incise evidenti file verticali di glifi in paleo-sanscrito. Una scultura in pietra verde levigata è stata incisa con una composizione complessa di molteplici legature che recita : vi ya ya ya kar * kar sam traya upama *  - "Comincia attraverso l'uno, l'uno comincia il lavoro ..., la singolare opera del protettore universale, il più alto" (sopra, a sinistra). Questa selezione di legature può essere letta in qualsiasi ordine senza alterare in modo significativo il riferimento al lavoro spirituale di ogni individuo per bruciare via il karma che si è accumulato attraverso cicli di incarnazioni.

Un punteruolo di diorite nera finemente inciso mostra una legatura simile che riguarda il semplice passaggio votivo: vi * ya * ya kar - "Comincia attraverso l'uno, l'uno comincia il lavoro" (sopra, a destra). Il lavoro spirituale ispirato da questi testi devozionali è diretto verso l'interno e, in ultima analisi, finalizzato alla liberazione dei ricordi di vite passate memorizzati all'interno del subconscio di ogni individuo.

L'uso costante di gruppi di legature complessi da parte di autori paleolitici provenienti da regioni diverse del mondo facilita la loro interpretazione in sede di applicazione della chiave di cifratura Schildmann, che offre una grande ampiezza di riferimenti fonetici per il completamento di traduzioni accurate. I passaggi paralleli e i riferimenti pittografici condivisi da più gruppi di reliquie atlantidee ribadiscono gli stessi messaggi profondi che lamentano la diminuzione catastrofica della risonanza planetaria e le piramidi tonanti, così come la diminuzione delle astronavi che trasportano gli aiuti alle numerose profonde città sotteranee di Atlantide, contenenti i sopravissuti agli impatti cometari che hanno chiuso l'era del Pleistocene.

 

14
Mag 16

Monumenti e risonanze acustiche - Il potere e mistero della vibrazione

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Levitazione acustica in Tibet

Levitazione acustica in Tibet

Da molti anni qualcuno studia le risonanze acustiche nei monumenti antichi, alla luce delle avanzate tecnologie a disposizione del mondo moderno.
Molto è stato scritto in vari libri riguardo a questo argomento. Testimoni oculari narrano di monaci tibetani in grado di sollevare e frantumare enormi blocchi di pietra, utilizzando il suono prodotto dai tamburi e dalle loro caratteristiche trombe lunghe tre metri.

Un ingegnere svedese, Henry Kjellson, scrisse su misteriose e sconosciute tecnologie, in alcuni libri come “Teknik Forntiden” e “Forsvunden Teknik”, nei quali riportò un paio di queste esperienze. Scrisse di un medico svedese, che lui chiamò “Jarl”, che nel 1939 poté assistere, a sud-ovest di Lhasa, come i monaci tibetani spostavano grossi blocchi di pietra a ben duecentocinquanta metri di altezza, dirigendoli dentro una caverna che si trovava su di una parete rocciosa davanti a loro.

“Utilizzavano tredici tamburi e sei lunghe trombe, poste a semicerchio a circa sessanta metri da una enorme pietra piatta interrata, la cui superficie era stata resa concava di una quindicina di centimetri. La pietra distava duecentocinquanta metri dalla parete di roccia. Dietro ogni strumento, intervallati di cinque gradi l’uno dall’altro, si erano disposti i monaci, dieci per ogni fila. Ognuno in un punto preciso indicato da un monaco che prendeva accurate misure sul terreno. I tamburi erano aperti dal lato rivolto verso la pietra. Tutti gli strumenti erano puntati verso il blocco da spostare che era stato posto sulla pietra piatta. Un monaco con un piccolo tamburo iniziò a battere il ritmo e gli altri strumenti si misero a modulare un suono ritmico, che aumentava di intensità gradualmente. Quattro minuti di attesa, immersi in un mormorio, un ronzio, che non riesci più a seguire nella sua velocità; poi il blocco inizia a ondeggiare, si solleva, mentre gli strumenti lo seguono nel movimento, accelera la sua velocità e si dirige, con un’ampia parabola, dentro la caverna ove atterra sollevando polvere e pietre. Un secondo blocco viene posto sulla pietra piatta e l’operazione si ripete. In tal modo ne vengono spostati sei ogni ora. Se il blocco acquista troppa velocità quando atterra nella caverna, si spezza. I residui vengono buttati giù dalla parete e si ricomincia”.
Incredibile, ma la dovizia dei particolari forniti, le misure riportate, indicano che si tratta di una tecnologia che permette la levitazione sonica.
Sembra che il dottor “Jarl” abbia riportato in Inghilterra testimonianza fotografica di quanto visto e che il tutto sia stato confiscato e sparito nel nulla.

Non è la sola vicenda in merito riportata da Kjellson.
Sempre nel 1939 era presente ad una conferenza tenuta da tale Linauer, cineasta austriaco, il quale affermava di aver assistito in un monastero in Tibet, negli anni trenta, a fenomeni straordinari che rivoluzionavano le conoscenze fisiche.
Linauer parlò di un gong di tre metri e mezzo, composto da tre metalli. Al centro l’oro, intorno un cerchio di ferro, entrambi racchiusi in un anello di ottone. Quando veniva percosso, il gong emetteva un suono sommesso e breve.
Vi era anche un secondo strumento, simile ad una grossa cozza, anch’esso composto da tre metalli, largo un metro e alto due, che aveva sulla superficie delle corde in tensione. Non veniva suonato, ma, come gli riferirono i monaci, emetteva un onda di risonanza non udibile quando veniva percosso il gong.
Davanti a questi strumenti venivano posizionati un paio di schermi, in modo da formare uno strano triangolo e contenere l’onda prodotta nello spazio circoscritto. Nel momento in cui veniva prodotto il suono, un monaco poteva sollevare, con una sola mano, un gigantesco blocco di pietra.
I monaci dissero all’austriaco che con tale sistema avevano costruito la muraglia che delimitava il Tibet e con lo stesso sistema potevano disintegrare la materia fisica. Era un segreto tramandato fra i monaci che non potevano rivelarlo al mondo perché l’uomo lo avrebbe certamente male impiegato.
In tempi recenti è stato dimostrato che è possibile sollevare piccole pietre utilizzando vibrazioni sonore. La gravità attira le cariche positive e respinge quelle negative, per una ragione ancora ignota. La frequenza esatta causa la disintegrazione delle particelle dure della pietra provocando una carica negativa e facendo levitare la pietra. Gestendo la carica negativa, si può gestire la velocità, la direzione e la durata.

Sembra che questa sia la strada giusta da seguire, già seguita da qualcuno nel passato, altrimenti perché alcune colonne egizie risuonano come diapason giganti?
A Karnak, infatti, tre obelischi, ricavati dal granito rosa estratto da Assuan, a ben 180 chilometri di distanza, sono in grado di produrre una vibrazione. Quale sia la loro esatta funzione nessuno lo può dire con certezza, forse il pilastro con il quale si raffigurava il dio Amon. Nel Museo del Cairo è conservato quello che resta dell’obelisco di Hatshepsut, proveniente da Karnak; in origine doveva essere alto trenta metri, adesso ne restano solo una decina. Fino a pochi anni fa la guida lo avrebbe percosso per far udire ai visitatori la bassa risonanza che emetteva e che durava per molti secondi, oggi è stato ancorato col cemento e non emette più nessun suono.
Perché costruire obelischi che fossero in grado di emettere suoni bassi?
Risulta chiaro che vi era una profonda conoscenza delle proporzioni armoniche per spostare blocchi e perforarli, come affermano Cristopher Dunn ed Walter Emery; una conoscenza ereditata in epoca anteriore.
Alcuni templi egizi producono sonorità di bassa frequenza.

Gli antichi testi incisi sulle pareti ad Edfu parlano della sua costruzione avvenuta nel “Primo Tempo” e delle sacre cerimonie che vi si svolsero per “dare vita” al Tempio. Cosa significa “dare vita”? Mettere in moto un meccanismo? Per caso al suono di una nota, creando una frequenza?
Anche le pietre dell’Oseiron possiedono proprietà sonore. È noto che i monoliti di Stonehenge amplificavano i suoni prodotti durante le cerimonie che si svolgevano fra le sue pietre.
La risonanza di un corpo o di una costruzione è determinata dalla sua dimensione, dalla massa, dalla simmetria, dai componenti del materiale che possono influire sulla vibrazione per simpatia. Quest’ultima è un fenomeno sfruttato per praticare fori nel quarzo, utilizzando trapani ad ultrasuoni. Vi sono minerali che non rispondono perfettamente agli ultrasuoni e diventano difficili da lavorare.
La camera del Re della grande piramide è stata costruita basandosi sulle regole di Pitagora, che servono ad ottenere proporzioni armoniche in grado di produrre note musicali. Nel caso specifico sembra che sia il “Do” derivante dalla combinazione del “Re”, “Sol” e “Mi”.
Il primo a notare queste proprietà fu l’egittologo Sir William Flinders Petrie, nel 1881. Nella ricerca di una camera segreta decise di far sollevare il sarcofago di granito. L’operazione, pur con molti sforzi, riuscì e il blocco fu sollevato di venti centimetri. Quando Petrie lo percosse, come lui stesso affermò, “produsse un suono profondo di una bellezza straordinaria e soprannaturale”. Indubbiamente le sue dimensioni e il suo volume erano fondamentali per ottenere la migliore risonanza armonica.
Anche Cristopher Dunn fece qualcosa di simile. Percosse il sarcofago per identificare il suono prodotto e più tardi riprodusse con la voce quella nota, scoprendo che la risonanza aumentava quando raggiungeva la nota superiore di un’ottava. Si accorse così che le parole pronunciate nell’Anticamera avevano trapassato le spesse mura della costruzione, rimanendo registrate nell’apparecchio situato nella Camera del Re, come fossero state proferite in quel punto.

Come abbiamo visto, dal Tibet giungono storie incredibili che narrano di un tempo in cui i nostri antenati erano a conoscenza di una tecnologia sonica impiegata nelle costruzioni, un valido aiuto nel lavoro manuale. Una tecnica simile a quella narrata dagli Indios di Tiahuanaco agli spagnoli. Circa ventimila anni fa la città Inca fu eretta da uomini capaci di sollevare pietre e trasportarle dalle cave situate sulle montagne, al suono di una tromba.
Erano gli uomini di Ticci Viracocha, alto di statura, con la pelle chiara, gli occhi azzurri, i capelli biondi e una folta barba. Egli muoveva le pietre utilizzando un fuoco celeste che le avvolgeva senza consumarle e permetteva di sollevarle con le mani.
Tra le rovine di Tihuanaco sono state trovati monoliti con sezioni a più strati, ad angolo retto, scavati nei fianchi, che si ipotizza potessero servire a definire l’esatta frequenza di risonanza dei blocchi di pietra.
Anche i Maya presentano racconti simili, dove una razza di nani riuscivano a posizionare le pietre al posto voluto utilizzando un fischio.

Alcuni racconti Greci parlano di un figlio di Zeus, Anfione, gemello di Zete, con il quale cinse di mura Tebe, utilizzando ciclopiche pietre che da sole si posizionarono una sull’altra al suono della sua lira. Si racconta che quando suonava lo strumento le pietre lo seguivano. La cosa più curiosa è che era stato istruito da Mercurio, l’Ermes greco, guarda caso il Thoth egizio tenutario di tutta la conoscenza.

Dagli scritti di Sanconiatone veniamo a conoscenza che quando gli uomini vivevano in armonia con gli Dei, durante la famosa età dell’Oro, uno degli dei, Taautus, il Thoth egizio, fondò la civiltà Egizia.
Era il tempo in cui Urano, chiamato anche Cielo, fondò la città di Biblo, “Betulla”, “creando pietre che si muovevano come dotate di vita propria”.

Innegabile però che nei territori Maya vi siano luoghi che presentano inspiegabili proprietà acustiche. A Chichen Itza, il sussurro emesso nel tempio situato a nord nello Sferisterio, simile ad un campo da gioco a cielo aperto, lungo centosessanta metri e largo sessantotto, può essere udito all’altro lato, nel tempio situato a sud, a centoquaranta metri di distanza.
Nel 1931 il direttore d’orchestra Leopoldo Stokowski, in collaborazione con Silvanus Morley, trascorse ben quattro giorni per cercare di carpire il segreto dell’acustica Maya senza riuscirvi. Spostarono il fonografo, con il quale suonavano le ultime incisioni di Stokowski e dell’orchestra Sinfonica di Filadelfia, in svariate posizioni per definire le superfici riflettenti, ma il segreto acustico è uno dei misteri irrisolti dell’America antica.

Sempre a Chichen Itza si trova il Castiglio, una piramide dalla forma particolare. Emettendo un leggero suono, o parlando a voce bassa restando alla sua base, l’eco prodotto alla sua sommità diviene un urlo acuto. Se una persona parla mentre si trova sulla sua cima, l’eco può essere udito a grande distanza, qualità riscontrata anche in un’altra piramide a Tical e in altri siti.
A Palenque tre persone che si trovassero sulla vetta delle tre piramidi esistenti nel luogo, potrebbero parlare fra loro come se fossero una accanto all’altra.

Un suono prodotto alla base della Piramide del Mago ad Uxmal, secondo le leggende locali eretta da una razza di nani che usavano spostare le pietre emettendo un fischio, riproduce alla sua sommità una specie di cinguettio.
Le guide di Tulum indicano il tempio che fornisce un prolungato sibilo quando cambia la velocità del vento e dichiarano che è utilizzato come segnale di pericolo in caso d’uragani e grandi tempeste.

L’esploratore Wayne Van Kirk ha scritto di aver avuto modo di osservare, grazie ad una guida del luogo, una specie di bossoli di cartucce in pietra, che una volta percossi davano dei suoni perfettamente sintonizzati, con i quali si poteva suonare un motivo.
Dobbiamo considerare che i Maya conoscevano molto di più di quanto viene loro accreditato e la produzione di quei suoni di uguale intensità, da est ad ovest, di giorno e di notte, è uno dei tanti eccezionali risultati ingegneristici, realizzati dalle antiche tecniche Maya migliaia d’anni fa. Tecniche che a tutt’oggi, architetti e archeologi, non sono ancora capaci né di riprodurre, né di spiegare.
Gli archeologi hanno considerato che tali risonanze siano prodotte dallo stato di rudere cui sono ridotti gli edifici, ma Manuel Sansores, che è stato impegnato nella loro ricostruzione, dichiara che se gli edifici fossero completi permetterebbero al suono di divenire più chiaro e forte.

Fonti 

http://www.edicolaweb.net

http://www.bibliotecapleyades.net

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Riccardo Lautizi

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Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, laureato in ingegneria elettronica è un ricercatore e naturopata dedito a tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza alla ricerca delle risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide attraverso articoli e video un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it